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MATERIALI PER LA
TESSITURA
A caratterizzare
il diverso tessuto è il materiale utilizzato, che lo rende ruvido
o liscio, duro o soffice, leggero o pesante, opaco o lucido.
I materiali utilizzati dalle artigiane che partecipano
alla Fiera sono esclusivamente naturali: lana, seta, juta, cotone, canapa,
lino e mohair.
LANA: è una
fibra ricavata dal pelo di diversi animali: principalmente dalle pecore,
ma anche dal coniglio, dal cammello, dal dromedario, dalla vigogna, dal
lama e dall'alpaca.
Oltre ad essere caratterizzata dal tipo di animale, la qualità
di questo materiale dipende anche dalla parte del corpo dell'animale dalla
quale viene prelevata.
Per essere pronta alla filatura, la lana viene cernita, battuta, lavata,
ripulita da detriti vegetali ed infine pettinata.
SETA: si ricava
dalla bava che viene secreta dal baco da seta, che con essa intreccia
il suo bozzolo prima di trasformarsi in farfalla.
E' una sostanza filamentosa, che prima di essere "trasformata"
in filo continuo atto alla tessitura, deve subire diversi trattamenti.
Raccolti i bozzoli, si procede alla stufatura, alla trattura e poi alla
consolidatura, sottoponendo il filamento a torsione.
JUTA: è una
pianta originaria dell'India, caratterizzata dalle foglie ovali e dai
suoi piccoli fori.
La fibra tessile viene ottenuta dal fusto della pianta dopo una adeguata
macerazione.
COTONE: è
una pianta arbustiva della famiglia delle malvacee, con foglie lobate.
E' dal frutto di queste piante, alte anche uno o due metri, che si ricava
la materia tessile.
Il frutto è di forma ovoidale, e contiene al suo interno, oltre
ai semi, una soffice peluria bianca.
MOHAIR: è
una pregiata lana di fibra sottile, pelosa e lucida, fornita dalle capre
d'Angora.
CANAPA: è
originaria dell'Asia, ma è stata importata in tutto il mondo.
LINO: è originario
dell'Egitto.
I suoi fiori vengono utilizzati per l'ornamento di case, mentre dal suo
fusto si ricava la fibra tessile.
La canapa ed il lino si raccolgono e si lasciano macerare in acqua per
consentire la separazione delle fibre dalla parte legnosa della pianta.
La fibra si secca al sole, ed in seguito viene sfilacciata, ammorbidita
sotto i colpi ripetuti di un pestello, ripulita e filata.
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