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L'ARTIGIANATO DELLA TESSITURA:
UN SETTORE SOSPESO TRA PRODUTTIVITA' ED ARTE

L'artigiano si è proposto fin dalle sue antiche origini, come uno dei modi di produzione più versatili e creativi della storia dell'umanità.

Le caratteristiche strutturali che da secoli accompagnano l'artigianato si definiscono a partire da tre elementi che sintetizziamo qui di seguito.

Innanzi tutto, il lavoro dell'artigiano non personalizza l'uomo, essendo l'oggetto prodotto frutto di creatività, di capacità professionale, di esperienza e di talento artistico.

Inoltre, l'artigiano ha la possibilità di determinare, in quanto proprietario dei propri mezzi di produzione, ritmi e tempi di lavoro, in base a programmazioni che tengono conto dei suoi ritmi vitali e delle sue necessità economiche, svincolando dalla esasperante ricerca dell'accumulazione del profitto tipica della produzione industriale.

Infine, ultimo elemento, ma forse il più importante, questo modo di produzione consente a chi lo pratica di esprimere il proprio talento e le proprie capacità artistiche.

Da un punto di vista storico ed economico, l'artigianato ha accompagnato lo sviluppo dell'uomo fin da quando, nell'epoca dell'economia del baratto, la divisione del lavoro delle società arcaiche definì il ruolo degli artigiani come essenziale per la produzione dei beni di consumo necessari per le popolazioni di grandi centri urbani, cittadine e villaggi.

Ed è stato l'artigianato tessile in particolare ad occupare, in epoche più recenti, un posto preminente nella evoluzione dell'economia: come è noto, la rivoluzione industriale in Inghilterra ebbe origine dall'espansione di questo settore, e le prime attività imprenditoriali condotte secondo il nuovo modo di produzione capitalistico si svilupparono proprio a partire dal settore tessile, impadronendosi delle capacità, delle tecniche e delle esperienze degli artigiani del filato e della tessitura.

A partire dall'epoca delle produzioni industriali, il modo di produzioni artigianale - e quindi anche quello della tessitura - inizia una fase di declino, dovuto all'impossibilità, da parte degli artigiani, di mantenere un mercato proprio, essendo entrati in concorrenza con le produzioni di serie delle grandi industrie, che producevano beni di consumo certamente meno curati, fantasiosi e raffinati di quelli artigianali, ma con prezzi di vendita più bassi.

Tuttavia, gli artigiani che continuano a lavorare nel settore tessile, mantengono la creatività, la possibilità di determinare i propri ritmi e tempi di produzione - pur tra difficoltà notevoli dovute alla necessità di produrre a ritmi più elevati per non perdere quote di mercato -, e la possibilità di esprimere il proprio talento artistico.

Man mano che la produzione capitalistica si avvia verso la sua fase matura, il modo di produrre artigianale assume una nuova dimensione di preminenza nell'economia, in quanto è l'unico settore a garantire la flessibilità nella produzione di materiali per rimanere su un mercato sempre più saturo di beni prodotti in serie, e che premia quelle produzioni che si pongono come qualitativamente migliori ed artisticamente ed esteticamente più allettanti per il cliente.

In questo senso l'artigianato ha una possibilità di produrre materiali diversificati e accattivanti - l'estro creativo inimitabile dell'uomo - artista - artigiano! - che è impedita alle grandi imprese, incapaci di riprogrammarsi e riconvertirsi velocemente e con costi bassi di fronte alle richieste del mercato.

Così, l'artigianato tessile conosce uno sviluppo notevolissimo, al punto che gli stessi grandi gruppi del settore tessile industriale assumono, come punto di riferimento, la creatività degli artigiani tessili.

Questa tendenza, per l'artigiano tessile, presenta però una ambivalenza strutturale.

Infatti, mentre da un lato egli vede valorizzato il suo operato a livello di creatività oltre che di tenuta sul mercato, dall'altro le grandi industrie del tessile tendono ad impadronirsi delle idee, delle linee di prodotto, che vengono poi gettate nelle produzioni seriali, senza valorizzare minimamente l'operato degli artigiani.

Tuttavia il settore tessile industriale continua ad essere in crisi, incapace di fronteggiare le espansioni dei Paesi medio - orientali, che producono a costi più bassi dei nostri.

Occorrerebbe, dunque sviluppare una politica di diversificazione e qualità migliore: proprio quelle caratteristiche che l'artigianato tessile ha sempre garantito, è può garantire a maggiore ragione in questo periodo critico per l'economia italiana.

E, se l'artigianato del tessile può proporsi come modo di produzione efficace per fare uscire il settore dalla crisi, può anche diventare fonte di sviluppo e di occupazione per molti giovani che non trovano lavoro.

Infatti, la produzione artigianale sembra essere uno dei possibili settori della nostra economia da potenziare, per uscire dalla crisi delle grandi imprese.

Il telaio, la creatività, la produzione tessile come espressione artistica: un percorso garantito dalla storia per un futuro di possibile sviluppo per tanti giovani.