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TIPI DI CERAMICA

FAENZA
La ceramica faentina è a pasta colorata e rivestita con uno smalto bianco di ossido di piombo.
Essa trae il proprio nome dalla città di Faenza, famosa nel mondo per la lavorazione delle ceramiche (faiences).

GRES'
E' una ceramica a pasta opaca come la Faenza, ma, come la porcellana, alquanto dura e si cuoce ad alte temperature.
Può essere facilmente colorata e si adatta bene alle lavorazioni più fini.
Nell'industria il grès viene impiegato per la produzione di piastrelle, tubature da cucina, in architettura, ecc.....
Il grès porcellanato è, invece, la cosidetta porcellana opaca, meno costosa di quella tradizionale, ma ugualmente utile.

MAIOLICA
E' una ceramica a rivestimento metallico opaco, per lo più bianco, destinato alla decorazione artistica.
Dopo la cottura, la pasta viene smaltata.
Esiste anche la "mezza maiolica" altrimenti detta "bianchetto" che viene invece soltanto graffita ed è rivestita di uno strato meno robusto di metallo.
La maiolica ha una lunga e gloriosa storia nei secoli.
Essa fin dal '400 venne impiegata per l'abbellimento degli intonaci degli edifici.
Esempi fondamentali di produzione di maioliche sono le gloriose scuole di Faenza, Deruta, Urbino, Siena, Albisola e altri centri noti nel mondo.

PORCELLANA
E' una ceramica molto dura, bianca, sonora, lucida ed impermeabile.
Tra le sue proprietà ha quelle di non essere intaccata con facilità e, per la sua resistenza elettrica, è un ottimo isolante.
La porcellana nasce con tutta probabilità in Cina sotto la dinastia Sung (960 - 1280) e il gusto per le cineserie la diffuse ben presto in tutta Europa.
La pasta occorrente per la preparazione della porcellana è costituita da una miscela di caolino, quarzo e feldspato, in modo da ottenere un composto che non sia troppo fusibile e che, nello stesso tempo, vetrifichi bene.
Secondo la quantità di fondente aggiunto, le porcellane divengono dure o tenere.
Per le comuni porcellane smaltate si opera una prima cottura a 700 - 800 C, quindi l'oggetto viene vetrinato per immersione in una miscela di feldspato e quarzo sospesi in acqua e successivamente sottoposto ad una seconda cottura ad oltre 1.400 C in stampi di terra refrattaria (gazzette) nei quali avviene un lento raffreddamento dei pezzi modellati.

TERRACOTTA

E' un termine che indica manufatti e prodotti artistici in argilla cotta al forno.
Con la terracotta vengono prodotti generalmente oggetti di uso pratico come vasi, ciotole, scodelle, ecc....., ma anche artistico decorativi.
Anche in architettura venne fatto largo uso della terracotta, anche se poi questa fu sostituita dallo stucco.
Vi sono poi le terrecotte robbiane, che sono opere di grandi dimensioni per le quali Luca della Robbia impiegò per primo la tecnica della verniciatura a smalto policromo già in uso nelle maioliche.

TERRAGLIA
E' una ceramica bianca a impasto fine, ricoperta da una vernice trasparente.
Si ottiene con un impasto di argilla, quarzo e feldspato.
Aggiunte variabili di calcare le conferiscono una consistenza forte, media o tenera (durezza).
La terraglia viene molto usata anche per la sua economicità rispetto alla porcellana.
Secondo la tradizione inglese, fu ideata nel 1671 da John Dwight e si diffuse ben presto in Europa e in Italia, dove ancora oggi è attiva la grande industria Richard Ginori.

RAKU
La lavorazione raku della ceramica si ottiene estraendo dal forno di cottura gli oggetti ancora incandescenti e lavorando sulla vernice in fusione con molteplici accorgimenti tra cui la "riduzione", che consiste nel deporre i singoli oggetti in contenitori appositi, ricoprirli con trucioli ed erba e sigillare il tutto in mancanza di ossigeno.
L'aspetto del raku è alquanto particolare, ed ogni pezzo è assolutamente unico ed irripetibile.
Pare che sia proprio per questo motivo che i Giapponesi utilizzarono il raku durante la mediativa cerimonia del the legata alla filosofia Zen.