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LA CERAMICA COME
ESPRESSIONE FUNZIONALE DEL QUOTIDIANO E PROIEZIONE NELL'ARTE E NELLA STORIA
IL VASAIO, IL FORNACIAIO, IL
MATTONAIO, IL CERAMISTA
Un tempo il mestiere doveva rispondere proritariamente alle esigenze della
vita quotidiana, se non già della dignitosa sopravvivenza.
Tali esigenze, nel caso del vasaio, erano quelle di conservare, cuocere,
trasportare ogni tipo di bevande, liquidi e alimenti.
Ogni oggetto aveva dunque una sua destinazione d'uso ben definita.
In alcune zone in cui l'argilla era facilmente reperibile e, grazie alla
presenza di foreste che fornivano tutta la legna necessaria, anche facilmente
cuocibile, vi fu un forte sviluppo di questo tipo di artigianato.
Il vasaio, per realizzare i suoi oggetti impasta la terra, la sgrassa
con segatura di legno e con combustibili minerali e modella la pasta con
le mani e il tornio, oppure usando degli stampi, o ancora per fusione.
Queste due ultime tecniche sono però più specifiche del
ceramista.
Il tornio da vasaio è solitamente verticale ed è costituito
da un'asse che collega un piatto circolare superiore con un disco inferiore
in legno che viene fatto ruotare con i piedi, dandogli la velocità
necessaria per far "montare" il pezzo.
Forse la vera abilità del vasaio che utilizza il tornio non elettrico
consiste proprio nel saper dosare la velocità del disco e coordinare
ogni movimento alla perfezione.
Esistono oggi anche torni elettrici che permettono di concentrare tutta
l'attenzione sul pezzo che si sta lavorando.
Anche la carpenteria da sempre si serve largamente della terra per realizzare
coperture di abitazioni con tegole variamente decorate (funzione estetica)
e soprattutto impermeabili e leggere.
Poichè il materiale era fragile ed ingombrante, quindi difficilmente
trasportabile, i "fornacian" si moltiplicarono in funzione delle
richieste da soddisfare, dando vita ad un vero e proprio artigiano rurale.
In una giornata di lavoro, un buon artigiano realizzava fino a millecinquecento
tegole con l'uso di stampi di ferro.
Per quanto riguarda invece la costruzione dei muri, non sempre era reperibile
la pietra oppure questa poteva risultare inadatta per consistenza.
Fu proprio in virtù di questa necessità primaria che vennero
"inventati" i mattoni, ricavati per colaggio da stampi senza
fondo nei quali venivano fatti essiccare all'aria su un fondo sabbioso.
Il mestiere del mattonalio ebbe il primo forte sviluppo nel secolo scorso,
quando si iniziò ad usare il mattone come elemento decorativo,
oltre che strutturale, per le facciate che potevano essere variamente
colorate e presentare i motivi geometrici più diversi.
Con il passare del tempo il torchietto a mano utilizzato per la foratura
del mattone venne sostituito dal torchio industriale: il mattonaio, come
figura artigianale, rimase inutilizzata.
Il mestiere del ceramista, invece, insieme quello del vasaio, nell'ambito
della lavorazione delle terre, sono tenacemente attuali, nonostante le
loro origini siano alquanto antiche.
Il ceramista faceva stoviglie da tavola ricercate per una clientela quasi
sempre ricca, ma poco a poco alla ceramica fu sostituita dalla porcellana.
L'evoluzione delle abitudini condusse progressivamente alla sostituzione
degli utensili in legno con quelli di terracotta e la scodella fu affiancata
dal piatto.
Le ceramiche dipinte ebbero una valenza sempre più decorativa e
sempre meno di mera utilità.
Oggi il vasaio, il ceramista, il decoratore della ceramica sono sì
artigiani, ma soprattutto artisti.
Creare una maiolica, una terracotta o una porcellana significa creare
un oggetto da ammirare o comunque da affiancare, come elemento di pregio
e di valorizzazione dell'ambiente, al suo analogo industriale, protagonista
forse della vita di tutti i giorni, ma incapace di lasciare traccia di
sè.
Alina Castellani
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